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Europa dei popoli o Europa dei massoni? PDF Stampa

squadracompasso.gifAttualmente tre sono le principali visioni di Europa unita:

  1. l'Europa federale
  2. l'Europa confederale
  3. l'Europa dei popoli

Per capire come si è arrivati all'attuale stadio di integrazione europea e i motivi della crisi politica e sociale che sta attraversando il nostro continente, è necessario spingersi molto indietro nel tempo, più di quanto non si creda.
Nel XVI° sec. si era ormai affermata una nuova categoria sociale nella società europea, la borghesia mercantile e bancaria, arricchitasi grazie alle nuove rotte commerciali aperte dai navigatori del XV° sec. ma priva di potere politico, ancora detenuto dalla nobiltà e dalle monarchie per diritto Divino (cioè riconosciute dalla Chiesa Cattolica e quindi da Dio), e degradata moralmente dalla propria attività usuraia a speculativa che la Chiesa aveva sempre vietato ai cristiani.
Con un' ipocrisia che li avrebbe accompagnati per il resto della loro storia, questi nuovi ricchi approfittarono del malcontento diffuso nel mondo cristiano per i comportamenti non proprio esemplari del clero cattolico, per diffondere una serie di dottrine eretiche più o meno fondate (ma non esclusivamente) sulla corruzione e sulla volgarizzazione della teorie agostiniane in merito alla predestinazione della grazia divina e della salvezza dell'anima, raccontando in giro che diventava ricco chi era prescelto da Dio (e quindi loro lo erano) e demolendo quindi le prerogative del clero e della nobiltà, ormai ricca soltanto di titoli e di nostalgia.
Per imporre la loro geniale trovata gli antenati dei Montezemolo e dei Rockfeller avevano bisogno allora come oggi dell' appoggio delle "masse" (termine allora non ancora inventato, si dovranno attendere gli “illuministi”). Tramite pastori spesso invasati, illusero il popolo che la riforma in atto avrebbe riportato la chiesa alla purezza originaria degli apostoli, un ideale utopico ma molto suggestivo al pari quello dei sesantottardi di portare al potere la fantasia (indovinate chi ha sponsorizzato i movimenti del '68…). Ovviamente la riforma protestante mancò tutti i suoi obbiettivi, tranne quello di favorire i suoi promotori e tutto l'ambiente intellettuale che, come le "masse", si era lasciato abbindolare dalle sue false premesse e promesse e si trovò così disorientato sfogando tutto il suo livore contro la Chiesa Cattolica e i suoi ministri (noterete qualche analogia con il '68 ed i suoi intellettuali trombati).
A questo punto si affaccia sulla scena politica ed intellettuale europea un nuovo attore: la famigerata massoneria che al di là dei vari miti di fondazione egizia o templare nasce dalle gilde muratorie medievali, così come dice il nome. Queste corporazioni erano strutturate come vere e proprie cooperative di costruzione specializzate nell'edificazione di edifici di culto di cui custodivano gelosamente la conoscenza della simbologia sacra, nelle forme architettoniche e nelle decorazioni che veniva insegnata solo a chi dimostrava di esserne degno dopo un lungo apprendistato. Con il Concilio di Trento, convocato dal Papa per reagire alla riforma protestante, la Chiesa di Roma decise di sospendere la costruzione delle faraoniche e costosissime cattedrali lasciando senza lavoro le gilde che iniziarono a svuotarsi di scalpellini e a riempirsi di esoteristi, cabalisti, neognostici, ecc., tra i quali vi erano persone di indubbio valore intellettuale ma anche ciarlatani, i quali ne mutuarono e stravolsero la struttura iniziatica e il patrimonio simbolico fino a creare realtà totalmente nuove, solo virtualmente legate alle originarie corporazioni di muratori. Senza perderci in particolari, per i quali rimandiamo a testi più completi e specifici, possiamo dire che l'incontro tra esoteristi, anticattolici e usurai protestanti diede vita a quelle elités esoterico-finanziarie che hanno successivamente elaborato il concetto di governo mondiale tecnocratico e socialisteggiante retto da una governance occulta espressione delle elités stesse e nel quale il ruolo dei Governi nazionali è puramente formale.
Spesso si parla di governo mondiale senza sapere di cosa si tratti. L' idea non è nuova e dopo la fine del cristianesimo medievale ha dato origine a molti progetti: trae origine dall' idea cristiana di unità del genere umano ed al Cristianesimo è spesso ostile quando non propone addirittura una teologia rovesciata di natura neognostica che venera Lucifero, l'angelo ribellatosi a Dio, come portatore della luce della verità agli uomini, i quali possiederebbero in sé una scintilla divina imprigionata nel corpo fisico dal Demiurgo, il Dio dei cristiani, considerato una lontana e imperfetta emanazione del Dio di tutte le cose; questo “dio” è rappresentato dall'uno metafisico a cui ogni "iniziato" allo gnosticismo aspira a ricongiungersi (si ricordi la promessa di Satana ad Adamo: "voi sarete come dei"). Si nota già da qui come siamo lontani dalla Società delle Nazioni sognata da Kant o Dubois. Il mondialismo sinarchico è tutt'altra cosa.
E' all'ambiente esoterico dei rosacrociani, precursori della massoneria, che dobbiamo guardare per vedere una prima visione di questo mondialismo settario. Uno di loro, Amos Kominsky, meglio noto con il nome di Comenius, ci ha lasciato un abbozzo di questa sinarchia che con poche variazioni costituisce ancora il cuore del progetto mondialista attuale: egli proponeva già nel suo libro "La Panorthosie" del 1644 di costituire una tecnocrazia totalitaria, auspicando che vi fossero "in ogni scuola, in ogni Chiesa, in ogni Stato dei guardiani" in modo che "per il mondo intero tutti siano mantenuti nei limiti della salvezza"  e auspicando che si instauri “per conseguenza un corpo di dirigenti". Secondo Comenius il governo del mondo dovrebbe dividersi in tre parti: la cultura, la religione e la politica. La prima dovrebbe essere governata dal consiglio della luce, i cui componenti dovranno essere "illuminati come vere stelle" il cui significato annuncia la filosofia dei lumi del XVIII° sec. e dovrà controllare la stampa, i libri, e l'insegnamento. La seconda sarà governata dalla Chiesa generale che integrerà tutte le religioni nel "cristianesimo cosmico universale" (niente a che vedere con il cristianesimo che conosciamo) eliminandone i particolarismi con speciale attenzione alla Chiesa Romana che egli definisce "la superbia dell' anticristo". Infine il governo del mondo sarà retto dall' areopago del mondo destinato a vigilare sul mantenimento dello status quo.
La gnosi, la cabala, le teurgie orientali che costituiscono lo spirito rosacrociano continuarono a vivere soprattutto in Francia sotto una forma modernizzata nel martinismo, nel cui ambito sarà particolarmente attivo Saint-Yves d'Alveydre, del quale l' amico Gerard Encausse, il celebre mago Papus dirà: "come sociologo, Saint-Yves d'Alveydre ha consacrato la maggior parte della sua vita alla difesa ed all'organizzazione di una certa forma di organizzazione: la sinarchia".
Troppo complesso sarebbe analizzarne nei dettagli la sua opera, ma si può tentare di riassumerne i punti fondamentali nella genesi del progetto unitario europeo.
Il patto sinarchico francese prevedeva la suddivisione della federazione mondiale in cinque federazioni minori, le "società minori delle Nazioni":

  1. la società minore delle Nazioni britanniche (il defunto impero britannico); 
     
  2. la società minore delle Nazioni pan-americane;

  3. la società minore delle Nazioni pan-euroasiatiche (l' ex U.R.S.S.); 
     
  4. la società minore delle Nazioni pan-euroafricane; 
     
  5. la società minore delle Nazioni pan-asiatiche.

Per quanto concerne in maniera specifica l'Europa il patto sinarchico proponeva di fondarne il Governo generale creando i seguenti organi amministrativi:

  1. il consiglio europeo delle Chiese nazionali che deve rappresentare la vita religiosa e intellettuale, cioè la saggezza e la scienza, considerato il più importante; 
     
  2. il consiglio europeo degli Stati nazionali che deve rappresentare la vita politica e giuridica, cioè l' equità e la giustizia;

  3. il consiglio europeo dei comuni nazionali che deve rappresentare la vita economica e il lavoro;

Alla sinarchia europea così costituita corrisponde un' analoga organizzazione di ciascuno Stato, la "sinarchia nazionale".
Nell'"archetipo sociale", uno schema stilizzato del progetto sinarchico realizzato da d'Alveydre, per ognuno dei tre consigli è prevista una divisione in due parti: una "visibile", destinata al governo tecnico delle nazioni, e una occulta, in cui risiede il vero potere decisionale, praticato da pochi iniziati sconosciuti alle genti e non sottoposti al loro giudizio, un vero e proprio regime ombra totalitario.
La scala dei valori di d'Alveydre pone al primo posto le Chiese nazionali, le quali "devono sincretizzare tutte le correnti religiose ed intellettuali, qualunque esse siano; pluralismo assolutamente laico, che esclude perciò ogni primato della Chiesa Cattolica". Con questi presupposti non ci vuole molto ad intuire perché non si è voluto inserire un riferimento alle radici cristiane dell'Europa, nel preambolo della per altro trombata Costituzione Europea.
Ma per l' edificazione del sistema, sempre secondo d'Alveydre bisogna cominciare dall' aspetto ritenuto meno importante, quello economico. Seguendo questo consiglio è stata realizzata prima la C.E.C.A., la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio e via via si è giunti all' unificazione monetaria. Tuttavia sul secondo punto, l' unificazione politica, il progetto sinarchico si è arenato ed è qui che entra in scena il palladismo americano e cominciano i “guai”.
Il palladismo nasce dall' opera del rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini, genuinamente satanista e autentico criminale, che nonostante ciò che raccontano gli storici del Risorgimento non era interessato tanto all' unificazione dell' Italia quanto alla distruzione dello Stato della Chiesa, ritenendo a torto che ciò avrebbe annientato anche il potere spirituale del Papa (ma i Papi di allora non erano i Papi di gomma stile Giovanni XXIII°). Mazzini aveva il genio della cospirazione; il suo grande disegno era di instaurare la Repubblica Universale con l' aiuto e sotto il potere dell'alta massoneria, una cupola di alti gradi massonici in rappresentanza delle numerose logge e sette.
Questo progetto sarebbe rimasto inattuato, se il carbonaro non avesse incontrato un' intelligenza ancora più acuta e macchiavellica della sua: il generale americano Albert Pike. Anch' egli non era uno stinco di santo: massone seguace della teurgia luciferina, a lui si deve la fondazione del “ku kux klan”. Pike organizzò per primo l'alta massoneria palladista, la cui autorità era superiore a quella dei supremi consigli massonici e la cui organizzazione era sconosciuta addirittura ai massoni dei gradi più alti. Riunendo nel 1891 negli Stati Uniti i Supremi Consigli delle varie logge nel Supremo Direttorio del palladismo, egli creò un organismo potentissimo, in grado di controllare lo scozzesismo mondiale (cioè la massoneria classica di "rito scozzese antico e accettato") e da questo momento, con un azione più sincronizzata, le massonerie tenderanno verso lo scopo finale deciso una volta per tutte: il Governo mondiale, garantito dalla supremazia statunitense, visibile nelle sue istituzioni e occulto nella sua gerarchia.
Più potente del martinismo europeo, il palladismo non impedì tuttavia a questo di svolgere la sua opera soprattutto grazie alla Francia, generando fin dal 1893 un conflitto tra potenze massoniche ed i loro diversi punti di vista economici e politici. Per quanto concerne la grande finanza internazionale, la maggiore contrapposizione si è avuta tra le dinastie usuraie dei Rothschild, filomartinisti, ed i Rockefeller, vicini al palladismo, mentre il più evidente contrasto politico fu quello del Gaullismo francese che ostacolò i tentativi egemonici americani in Europa. Lo scontro attuale tra le due concezioni mondialiste si gioca anche sull'assetto politico da dare all'Unione Europea (o “Stati Uniti d’Europa”, appunto).
La visione martinista della Pan-Eurafrica è quella di un' Europa unificata secondo il modello confederale, dove ogni stato conserva una propria autonomia e che dovrebbe sfruttare il territorio africano "in accordo con le nazioni africane liberate dal colonialismo" (questo spiega la determinazione francese a mantenere truppe nelle sue ex colonie africane oltre ogni ragionevole interesse economico). Per contro la visione palladista prevede un' Europa federale, organizzata secondo il modello degli Stati Uniti, con un governo centralizzato che lasci agli stati nazionali soltanto le competenze di politica interna, arrivando persino a postulare la realizzazione di una federazione atlantica euro-nordamericana dominata dalla potenza d'oltreoceano. Il presidente americano G.W. Bush ha recentemente evidenziato questa contrapposizione sottolineando lo scontro tra la "vecchia Europa" (martinista) e la "nuova Europa" rassegnata all'egemonia americana. Se il martinismo è costretto sulla difensiva in Europa e ancora di più in Africa e la Gran Bretagna è ormai da anni un feudo americano, il progetto mondialista americano si trova invece ad uno stadio ben più avanzato di attuazione (giova qui ricordare che entrambi i progetti hanno l'identico fine di instaurare su scala planetaria una tecnocrazia autoritaria socialisteggiante, imbevuta di esoterismo gnostico; i contrasti sono dovuti solo ad interessi di bottega). Le elités del mondo politico-finanziario anglosassone hanno già provveduto a porre le basi del nuovo ordine mondiale realizzando i prototipi di quelle che dovranno essere le future istituzioni globali: Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e Organizzazione Mondiale del Commercio per il governo dell' economia mondiale; O.N.U. per l' unificazione politica; U.N.E.S.C.O. per la "sincretizzazione" di tutte le culture e le religioni mondiali e la loro riduzione a quella forma di spiritualità neognostica che viene chiamata NewAage; ovviamente queste strutture necessitano di una profonda messa a punto ma la loro stessa esistenza conferma la concretezza dei progetti sopra enunciati.
Braccio operativo e visibile (senza esagerare) dell'alta loggia, sono le numerose associazioni internazionaliste che riuniscono i principali esponenti del mondo politico, finanziario e culturale mondiale e controllano a loro volta altre associazioni di minore importanza, testate giornalistiche, università e centri di ricerca, O.N.G., ecc. Tra le più importanti figurano il B'nai B'rith, con mezzo milione di affiliati esclusivamente ebrei, il Gran Kahal, la Pilgrims Society, la Raund Table, il C.F.R., il R.I.I.A. inglese, il Bilderberg Group, la Brooking Institution, il Pugwash Institute e la Trilateral Commission, vere e proprie cinghie di trasmissione del progetto mondialista.
Europa federale o confederale che sia, ciò che più provoca sconcerto è il fatto che i popoli europei e di tutto il mondo, non vengono considerati nei progetti dell'alta loggia che come un fattore tra i tanti, da piegarsi al servizio di ristrette oligarchie, attraverso un processo solo apparentemente democratico ma in realtà assolutamente totalitario; processo tendente ad omologare tutte le sensibilità culturali e religiose ad un minimo comun denominatore (quello che tentò di fare il comunismo con gli effetti che conosciamo) e a ridurle ad esperienze meramente personali, in una società resa multietnica e multireligiosa dall' immigrazione massiva e non più CIVILTA’ diverse con fattori unificanti e distintivi delle diverse comunità.
Negli anni ottanta del secolo scorso tuttavia i migliori popoli del continente, tra cui quello Padano, quegli stessi popoli che nei secoli hanno edificato la civiltà europea, iniziarono a reagire all' opera delle tecnocrazie massoniche e mondialiste, elaborando un progetto di "Europa del basso", autenticamente democratica e governata dai popoli e non dalle elités (si stima che il parlamento europeo subisca il condizionamento di circa tremila lobby diverse). Movimenti politici come la Lega Nord padana, il Vlaams Block fiammingo ed altri partiti nati dal popolo e non dal palazzo iniziarono a proporre la terza via all' unità europea, l'Europa dei popoli, fatta di collaborazione e non di fusione tra le diverse etnie, di rispetto e valorizzazione delle loro specificità culturali, e non di omologazione, di difesa del lavoro e dell' impresa del continente, e non del loro soffocamento in un mercato globale senza regole dominato dalla speculazione degli usurai internazionali e dagli stati schiavisti come la Cina. Di fronte alla macchina da guerra mondialista la battaglia è impari, ma il mondo islamico (i popoli non certo i loro governi), la Russia e la stessa Cina sono ben lontani dall' essere soggiogati. Se anche l'Europa ritroverà la forza e la volontà di essere se stessa, per i Padani  e gli altri popoli che la abitano, ci potrà ancora essere un futuro. La partita è ancora tutta da giocare.

-D. Devecchi-

 
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